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Massa è un comune di 66.097 abitanti ed è il capoluogo della Provincia di Massa-Carrara. Dal XV al XIX secolo Massa fu la capitale del principato indipendente, poi ducato, di Massa e Carrara, che fu retto dalle famiglie dei Malaspina e dei Cybo-Malaspina. Nel 1829 la città passò ai duchi di Modena della famiglia degli Este d'Austria. Nel 1859 si unì al Regno di Sardegna. Il centro cittadino si sviluppa attorno al castello del XV secolo dei Malaspina e al palazzo ducale del periodo rinascimentale che dà su Piazza Aranci, al centro della quale, vi è un obelisco circondato da quattro leoni. Dal lato nord della piazza inizia via Dante Alighieri che termina con il duomo della città. STORIA
La città di Massa e la sua popolazione
subirono gravi danni nel corso della seconda guerra mondiale. Massa,
infatti, era situata lungo la Linea Gotica e dal settembre 1944
all'aprile 1945 fu duramente provata dai bombardamenti e dalle
stragi dei nazi-fascisti che trucidarono barbaramente innumerevoli
civili. MONUMENTIDuomo di MassaLa Cattedrale dei Santi Pietro e Francesco è il Duomo di Massa. La pieve di San Pietro in Bagnara fu oggetto di continua attenzione da parte dei Cybo. Nel Cinquecento è descritta come edificio di notevoli dimensioni e dotato di molti altari. Fu ancora ampliato dopo l'erezione in collegiata nel 1629 e fornito di altari in marmo, tra cui quello maggiore sormontato da un grande ciborio a tempietto da riferire a Giovanni Francesco Bergamini. Il tempio crollò nel 1672 e fu riedificato nello stesso luogo alla fine del secolo, su progetto di Alessandro Bergamini, che sembra aver riproposto senza alcun cambiamento l'edificio crollato. A poco più di un secolo, nel 1807, nonostante il dissenso della popolazione, Elisa Bonaparte Baciocchi ne ordinò la demolizione. Il titolo di San Pietro fu allora trasferito alla chiesa di San Francesco. Il carattere gentilizio della chiesa conventuale, evidente fin dalla fondazione nella seconda metà del XV secolo, ribadito dalla sua destinazione a sepolcreto della famiglia, fu confermato dall'impegno profuso dai Cybo per la sua ristrutturazione nel corso del Seicento. L'operazione fu condotta da Alberico II con il determinante sostegno del fratello cardinale Alderano. Fu costui infatti non solo a finanziare l'impresa, ma ad ispirare l'intero programma decorativo. Per il tempio, quasi totalmente ricostruito tra il 1660 e il 1670, l'architetto Giovanni Francesco Bergamini e il figlio Alessandro progettarono la sistemazione e l'arredo dell'area presbiteriale realizzando un monumentale altare maggiore, concepito come fastosa quinta scenografica al centro del presbiterio, i due altari del transetto, per i quali il Cardinale commissionò attorno al 1684 a Carlo Maratta e a Luigi Garzi le due tele con l'Immacolata e con la Trinità in gloria e santi, e il rivestimento marmoreo delle pareti e del pavimento. Il duca Alberico II stabilì quindi che la nuova cappella, da costruire dietro l’altare destro del transetto, diventasse il mausoleo della casata. Piazza AranciLa Piazza, realizzata dopo la discussa distruzione della chiesa di San Pietro nel 1807 e abbellita in seguito, dalla doppia fila di aranci che tuttora la cinge su tre lati, ha permesso di far risaltare l'enorme mole del palazzo Ducale con cui costituisce un unico complesso monumentale. Nel 1827 Giacomo Leopardi, durante il suo soggiorno fiorentino comunicava alla sorella Paolina: Quanto all'inverno prossimo, sono ormai deciso di andarlo a passare a Massa di Carrara, che è lontano di qua 70 miglia; ...Quel clima è ottimo, simile a quello di Nizza, e forse migliore di quel di Roma: non vi nevica mai, e si esce e si passeggia senza ferraiuolo; in mezzo alla piazza pubblica crescono degli aranci, piantati in terra. Nel 1877 anche Giosuè Carducci veniva incuriosito da questa particolare piazza: Sai.. Che in Massa c'è una piazza tutta circondata da doppi filari di aranci? Sai che questi filari li ha visti mia madre quand'era giovine sposa, e che ora li guardo io dalla finestra dell'albergo?. Ancora oggi Piazza Aranci, come da sempre, rappresenta nella coscienza dei cittadini l'immagine emblematica del centro della città. Orto Botanico "Pietro Pellegrini"L'Orto Botanico "Pietro Pellegrini" si trova in località Pian della Fioba presso Massa. Inaugurato nel luglio 1966, l'Orto Botanico è dedicato al medico massese appassionato botanico Pietro Pellegrini (1867 - 1957). L'area di circa tre ettari è coperta da molte specie endemiche tipiche delle zone calcaree e da diversi esemplari di flora tipica delle vette silicee. All'interno dell'Orto sorge un rifugio-laboratorio destinato ad accogliere ricercatori impegnati nello studio della flora e della vegetazione Apuana. Recentemente è stato allestito un piccolo lago che ospita alcune specie vegetali presenti nelle rare zone umide poste alle altitudini delle Alpi Apuane. Villa La RinchiostraVilla la Rinchiostra si trova a Massa in Via Mura della Rinchiostra Nord 7. L'edificio, nato come casino di caccia, venne trasformato in villa per volere di Teresa Pamphili, moglie di Carlo II Cybo Malaspina, la quale affidò, nel 1675, l'incarico della realizzazione all'architetto carrarese Alessandro Bergamini. La villa fu circondata da un ampio giardino, suddiviso in aiuole di bosso, e ornato di fiori, essenze arboree e da un agrumeto composto di limoni, aranci amari, e cedrini. Alderano I, figlio di Teresa Pamphili, trasformò la villa in una sontuosa dimora e impreziosì il giardino ornandolo con vialetti geometrici, vasi, statue e busti marmorei. La prima mappa catastale del 1826 mostra il giardino strutturato in quattro aiuole incrociate da viali ortogonali, in cui al centro si colloca una grande vasca. Dal parterre semicircolare antistante la villa, si dipartono lateralmente due percorsi che portano rispettivamente alle scuderie ed all'ingresso della tenuta. Si presuppone che questo schema coincidesse con quello voluto da Alderano I. Intorno alla metà del XVIII secolo iniziò il periodo d'abbandono della villa. Dopo una serie di passaggi di proprietà, il possedimento fu ceduto, nel 1857, a Carlo Lodovico di Borbone, il quale rese splendore alla Rinchiostra ripristinando la villa e facendo risorgere il parco con interventi ispirati al giardino romantico ottocentesco. Nel 1885 la villa fu venduta all'inglese Alfred Lambert, il quale introdusse ulteriori componenti del giardino romantico ottocentesco. Nel 1903 la Rinchiostra pervenne alla famiglia Robson, la quale si occupò più del parco che della villa, impiantando agrumi a spalliera, camelie, e rose bianche. La grande vasca centrale venne sostituita da quattro vasche più piccole poste al centro delle aiuole suddivise in triangoli. Dopo i Robson nessun altra famiglia ha abitato la villa dei Cybo. Attualmente la villa, che dal 1997 appartiene al Comune di Massa, è sede della biblioteca comunale. Il parco ha perso buona parte del disegno della struttura originaria, solo due delle quattro vasche, disegnate nella mappa dell'archivio privato dei Robson, sono oggi visibili e solo una delle due metà simmetriche dell'antico disegno è giunta ai nostri giorni. Imponenti alberi caratterizzano questo parco: i maestosi lecci del viale centrale, gli spettacolari cedri del Libano, le gigantesche magnolie, gli esotici alberi della canfora, gli eucalipti e le palme. Da segnalare anche i numerosi esemplari, lungo il muro di cinta, di aranci amari, piante che da secoli caratterizzano la città di Massa. Fonte: WIKIPEDIA
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